Diegocare's Blog

La cicala e la formica…

Posted on: 9 dicembre 2009


L’estate passava felice per la cicala che si godeva il sole sulle foglie degli alberi e cantava, cantava, cantava. Venne il freddo e la cicala imprevidente, si trovò senza un rifugio e senza cibo.

Si ricordò che la formica per tutta l’estate aveva accumulato provviste nella sua calda casina sotto terra. Andò a bussare alla porta della formica.

La formica si fece sulla porta reggendo una vecchia lampada ad olio.

– Cosa vuoi? – chiese con aria infastidita.

– Ho freddo, ho fame….- balbettò la cicala. Dietro di lei si vedeva la campagna innevata. Anche il cappello della cicala ed il violino erano pieni di neve.

– Ma davvero? – brontolò la formica – lo ho lavorato tutta l’estate per accumulare il cibo per l’inverno. Tu che cosa hai fatto in quelle giornate di sole?

– Io ho cantato!

– Hai cantato? – Bene… adesso balla!

La formica richiuse la porta e tornò al calduccio della sua casetta, mentre la cicala, con il cappello ed il violino coperti di neve, si allontanava, ad ali basse, nella campagna.

Di questa bella favole ho trovato anche una riscrittura in versi, molto carina: naturalmente, qualora venga letta da qualcuno della III A, essa potrebbe anche diventare un monito per il primo quadrimestre…

La cicala che imprudente

tutta estate al sol cantò,

provveduta di niente

nell’inverno si trovò,

senza più un granello e senza

una mosca in la credenza.

Affamata e piagnucolosa

va a cercar della Formica

e le chiede qualche cosa,

qualche cosa in cortesia,

per poter fino alla prossima

primavera tirar via:

promettendo per l’agosto,

in coscienza l’animale,

interessi e capitale.

La Formica che ha il difetto

di prestar malvolentieri,

le dimanda chiaro e netto:

“Che hai fatto fino a ieri?”

“Cara amica a dire il giusto

non ho fatto che cantare

tutto il tempo. “Brava ho gusto;

balla adesso, se ti pare.”

Ed è anche giusto dar voce a chi, come Gianni Rodari, fa il tifo per la cicala, che in qualche modo, è vero, va almeno un po’ riabilitata:

ALLA FORMICA

Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l’avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala.

RIVOLUZIONE

Ho visto una formica

in un giorno freddo e triste

donare alla cicala

metà delle sue provviste.

Tutto cambia: le nuvole,

le favole, le persone…

La formica si fa generosa…

è una rivoluzione.

1 Response to "La cicala e la formica…"

Veramente un bel sito prof, era da tanto che non entravo…bella la storiella della cicala e della formica, ho capito l’allusione alla IIIA! comunque, un messaggio per tutti gli studenti che leggeranno questo testo: Mi raccomando studiate geografia, che sennò poi vi capita di andare in viaggio e vi perdete!

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