Scuola e Carta igienica


immagine proveniente da:

http://2.bp.blogspot.com/_Ex8zkluK37U/Sh3UGpTgqEI/AAAAAAAAAk0/y6TngcqFYUo/s400/carta_igienica.jpg

dal sito di Tiscali Italia:

http://notizie.tiscali.it/feeds/10/03/05/t_02_20100305_000053.html

Scuola, Proteste genitori anti-tagli, simbolo sarà carta igienica

Roma, 5 mar. (Apcom) – Esporre i rotoli di carta igienica ai balconi, sulle cancellate delle scuola, alle manifestazioni, davanti al Miur ed alle prefetture e ovunque capiti per suscitare curiosità e attenzione: la singolare idea, utilizzare la carta igienica come simbolo del degrado in cui è stata ridotta la scuola italiana, è di un gruppo di famiglie di alunni e studenti, che in tal modo intendono sensibilizzare l’attenzione pubblica contro i sempre più massicci tagli ai finanziamenti dello Stato al settore istruzione.

“I continui tagli ai fondi delle scuole – spiegano i genitori riuniti nel comitatigenitori.it -, cui assistiamo impotenti da anni e anni, costringono i genitori a sostenere sempre maggiori costi in cambio di una scuola sempre meno efficiente. Ai nostri figli viene progressivamente sottratto il diritto ad una scuola non solo di qualità, ma persino che garantisca la sicurezza. Per questo vogliamo preparare una grande campagna di sensibilizzazione e di protesta e il nostro simbolo sarà un semplice rotolo di carta igienica”.

Secondo i genitori la situazione finanziaria degli istituti è sempre più preoccupante e per questo occorre “denunciare lo Stato insolvente che non dà alle scuole quanto promesso gettandole sul lastrico, coi bilanci in rosso al punto da costringerle ad usare i contributi dei genitori per acquistare detersivi per i pavimenti e carta igienica anziché finanziare progetti e materiale didattico”. I genitori hanno anche realizzato un elenco dei disagi maggiori derivanti dalla recente ‘razionalizzazione’ delle spese per il comparto, soprattutto verso “le nostre scuole dell’infanzia e primarie” considerate “tra le migliori al mondo”: sostengono che i tagli alle spese di settore avrebbero provocato “giornate di lezione perse per mancanza di personale interno a disposizione e per mancanza di fondi per nominare supplenti, classi troppo numerose a dispetto della qualità della didattica e in violazione delle norme sulla sicurezza, scomparsa delle compresenze con conseguente impossibilità di gestire recuperi e approfondimenti”.

di Apcom

~ di diegocare su 6 marzo 2010.

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