In Italia però abbiamo Faso…


Wooten e Bailey saranno anche una bella coppia, ma Faso basta da solo per tutti e due, come un solo Christian Meyer basta per tutte le dita di Dave “Fingers” Haynes. Lo prova, per esempio, questa esibizione dal vivo con il Trio Bobo: semplicemente ti incolla gli occhi e le orecchie allo schermo e alle casse. Raramente ho potuto apprezzare una tale sintonia con il proprio strumento: è come se Faso ci stesse raccontando una storia, nota dopo nota, accompagnando la melodia con il movimento del corpo (quasi per “dare corpo” alla musica, di per sé priva di consistenza…). E, come sempre, quel pizzico di ironia che ci permette di cogliere lo spirito di una musica che si e ci strizza l’occhiolino: in fondo suonare è, per certi versi, come stare al bar con gli amici a chiacchierare e sorseggiare un po’ di birra… Beh… Diciamo che per parlare e bere non sono poi richieste né le capacità, né la tecnica, né le doti di empatia con gli altri necessarie per suonare jazz così…

~ di diegocare su 1 novembre 2010.

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