Diegocare's Blog

Arbitro: cambio!

Posted on: 23 ottobre 2011


Ecco un bell'esempio di sostituzione... sportiva!Quante volte durante le partite di calcio ho udito questa frase! Ogni volta che un giocatore era a corto di fiato oppure non aveva più le forze per dare il suo contributo alla partita, l’allenatore di turno approfittava di un out per dire: “Arbitro: cambio!”. Queste stesse parole mi risuonano nella testa ogni volta che, mentre sto leggendo, individuo una ripetizione che appesantisce la narrazione. Ecco allora un simpatico gioco per esercitare la nostra capacità di trovare efficaci alternative alla monotonia testuale: il gioco delle sostituzioni!

Approfittiamo dell’occasione per divertirci e, contemporaneamente, meditare un po’: sfruttiamo alcune delle famose 101 storie zen per apprendere quanto sia importante snellire la narrazione per mezzo di semplici sostituzioni lessicali: sinonimi oppure perifrasi equivalenti.Monaco zen in meditazione

Storia n°90. L’ultimo colpo

Tangen studiava con Sengai sin da bambino. Arrivato a vent’anni, Tangen voleva lasciare il suo insegnante e vederne altri insegnanti per fare uno studio comparativo, ma il suo insegnante Sengai non dava a Tangen il permesso. Ogni volta che Tangen accennava al proposito di Tangen, il suo insegnante Sengai dava a Tangen un colpo sul capo di Tangen.

Finalmente Tangen chiese a un confratello più anziano di convincere il loro insegnante Sengai a dare a Tangen il permesso. Il confratello lo fece e poi il confratello riferì a Tangen: «È tutto a posto. Ho combinato che Tangen parta subito per il pellegrinaggio di Tangen».

Tangen andò da Sengai, il suo insegnante, per ringraziare Sengai, il suo insegnante, del permesso. Il maestro Sengai rispose dando a Tangen un altro colpo.

Quando Tangen ne parlò al confratello più anziano, il confratello più anziano dissea Tangen: «Ma che succede? Sengai non ha il diritto di dare il permesso e poi di cambiare idea. Voglio proprio andare a dire a Sengai che Sengai non può dare il permesso e poi cambiare idea». E il confratello più anziano andò a parlare con l’insegnante Sengai.

«Non mi sono rimangiato la mia parola» disse Sengai. «Ho voluto soltanto dare a Tangen un ultimo scappellotto, perché Tangen, al ritorno di Tangen, sarà illuminato e non potrò più punire Tangen».

Storia n°85. Tempo di morire

Ikkyu, il maestro di Zen, era molto intelligente anche da bambino. L’insegnante di Ikkyu aveva una preziosa tazza da tè, un oggetto antico e raro. Sfortunatamente Ikkyu ruppe la tazza da té del suo insegnante e Ikkyu ne fu molto imbarazzato. Ikkyu, sentendo i passi dell’insegnante, nascose i cocci della tazza da té dietro la schiena di Ikkyu. Quando comparve il maestro, Ikkyu gli domandò: «Perché la gente deve morire?».

«Questo è naturale» spiegò il maestro di Ikkyu. «Ogni cosa deve morire e deve vivere per il tempo che le è destinato».

Ikkyu, mostrando la tazza da té rotta al maestro di Ikkyu, disse al maestro di Ikkyu: «Per la tua tazza era venuto il tempo di morire».

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