Diegocare's Blog

Archive for novembre 2012



Nord e sud del mondo_etichetta


Mappe dolci mappe

Oggi, quando D. ha aperto la scatola della torta (che ha preparato per condividerla coi compagni di classe), sono rimasto molto sorpreso, per due ragioni ovvie: innanzitutto, mi è parso subito chiaro che D. ha davanti a sé un grande futuro come pasticciere; in secondo luogo, ho immediatamente realizzato che la mia glicemia avrebbe subìto un’impennata pazzesca tra le ore 10.50 e le 11.05, ovvero in quel tempo gradito a tutti gli studenti (la ricreazione), che tuttavia oggi avrebbe avuto un taglio molto più dolce del solito… Inoltre, devo aggiungere 3 considerazioni: numero1, è stato davvero un peccato tagliare a pezzetti e divorare una mappa mentale riprodotta con colori commestibili sopra la torta, ma alle papille gustative non si comanda; numero 2, in fondo con un semplice scatto digitale abbiamo almeno conservato una riproduzione visiva abbastanza fedele dell’opera d’arte di D. (anche se la fotografia è comunque ancora troppo limitata: purtroppo ancora non è stata inventata una tecnologia in grado di replicare al computer i profumi, e posso assicurare che il profumo di questo dolce non c’entra nulla con il ministro dell’istruzione…); numero 3, dopo le mappe stampate nelle magliette, vorrei proporre un sondaggio: quante persone vorrebbero che sulla propria torta di compleanno (o di altra ricorrenza) venisse disegnata (a mano!) una mappa mentale su di un argomento per il quale nutriamo un forte interesse? Vota qui sotto!


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Un’insieme di rami per la mappa di geografia sul lavoro.

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Correggi i seguenti testi, partendo dall’ultima parola fino alla prima. Trascrivi le parole sbagliate nel quaderno, scrivendo accanto ad esse la forma corretta. Attenzione in particolare alle parole con apostrofi e accenti!

Il singor Rosi se n’è sta tranquilamende setudo in portrona a guardare la telefisione quando fiene distrato da diversi colpi profenienti dal esterno dela casa. Dopo lultimo di una serie abastansa fragorosa, si afacia dalla finestrà è vede Pierino in strada con un sasso in mamano:

– Sicura mente sta ciercando di colbire le mie finnestre, cuel discolaccio di un Pierino!All’ora escie di casa furidondo e prende Bierino per un orecchio proprio mentre il damdino sta per tirare un’altro saso:

– Bruto delinpuente che non sei al tro!!! Ad esso ti insengo io a tirare i sassi a le finestre mie!

– Dà vero? Sarebbi molto gentile, e mezz’ora che continuo a sbalgiare mira…

La Maestra ciede a Pierino:

– Pierino: volanò, sonno grigi e fano sembre la cacca. Ci sono?

E Pierino risponte:

– Sono i colonbi!

– Bravo Pierino! Ai indovinato, pero no si ciamano “colombi”, ma “pichioni”!

La matina seguente la maestra chiepe a Pierimo:

– Pierino, chi à scoperto l’america?

– Cristoforo Piccione, signora ma estra!

La maestra a Pierino:

– Fa’ mi un esembio di inghiustizia…

– Ehm… cuando io prendo un bruto foto perche papa à sbaliato i combiti!

Uno alpinista si sperde in mezo a le montange. Aun tratto, dopo afer cemminato per ore ed ore in mezzo a vali de solate, scorgie una piccola baita. Si afficina, busa alla porta e si sente risqondere da Pierino:

– Chi e?

– Sono un alpinista… m’ì sono perso! Non ce tuo padre?

– Nò… e usito prima che entr’asse la m’ama!

– E la mamma a lora cè?

– No, e uschita prima ce entrasi io!

– Ma voi non state mai in sieme?

– No… cui no! Cuesto e il bagno di cassa nostra!

Per scaricare il file da stampare clicca nel link qui sotto

Ortografia 3


91. Il sapore della spada di Banzo

Matajuro Yagyu era il filgio di un fammoso spadacino. Suo parde, convinto che l’atitudine del figlio fose tropo scarsa per fargli ragungere la maestria, lo disconobe. Cosi Matajuro ando sul Monte Futara e là trovo il famoso spadacino Banzo. Ma Banzo confermò il giudizzio del padre. «Tu vuoi imparare a manegiare la spada sotto la mia giuda?» domandò Banzo. «Ti mancano i recquisiti indispensabbili».

«Ma se lavoro sodo, quanti ani mi ci voranno per divventare un maestro?» insistete il govane.

«Il resto dela tua vita» rispose Banzo.

«Non poso aspettare tanto» dise Matajuro. «Se aceti di darmi lezione, sono pronto a sottopormi a qualuncue fattica. Se bivento il tuo devotisimo servo, quatno tempo ci vorra?».

«Oh, dieci anni, forse» disse Banzo adolcendosi.

«Mio padre si sta facento fecchio e presto dovro prendermi cura di lui» continuo Matajuro. «Se lavoro ancora piu assiduamende, quanto tempo mici vorrà?».

«Oh, forse trenta ‘nni» rispose Banzo.

«Ma c’ome!» disse Matajuro. «Prima ai detto dieci anni, e ora trenta! Acceterò cualuncue privazzione pur di imbarare quest’arte nel tempo piu breve!».

«Bè,» dise Banzo «alora dovrà restare con me setant’anni. Un uomo che à tanta fretta di ottennere dei risciultati raramente impara alla sfelta».

«É va bene» dichiarò il giovane, comprendendo in fine che gli si stava rimproveranto la sua inpazienza. «Acetto».

Matajuro ebbe l’ordine di non parlare mai di scerma e di non tocare mai una spada. Cucinafa per il suo maestro, lavava i piatti, gli rivacefa il leto, puliva il cortile, curava il gardino, tuto senza che si parlase mai di scherma.

Pasarono tre ani. Matajuro continuava a lavora re. Pesando al proprio avenire era trise. Non aveva ancora cominchato a imparare l’arte alla quale aveva votato la propria vita.

Ma un giorno Banzo scivolo alle sue spalle e gli diede un colpo teribbile con una spada di lengo. L’in domani, men tre Matajuro stava cucinando del riso, Banzo tutt’a untratto gli saltò dinuovo ad dosso.

D’alora, giorno e notte, Matajuro dovete difender si dagli asalti inaspettati. Non cera giorno, non cera momento che non dovese pensare al sabore della spada di Banzo. Imparo così in fretta che la facia del suo maestro era ragiante di sorisi. Matajuro divene il più grante spadacino del paese.

SCARICA IL FILE PER LA STAMPA CLICCANDO QUI SOTTO:

Correzione ortografica 2

Tratto e liberamente “inzuppato” di errori dal sito http://www.101storiezen.com/91-il-sapore-della-spada-di-banzo.html


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