Diegocare's Blog

Archive for marzo 2014


1. Il libro di geografia ha la copertina azzurra e verde.

2. Hai piantato tutti i chiodi con la pinza, non con il martello!

3. Tre di voi saranno scelti per la gara di nuoto di giovedì prossimo.

4. Chi giocherà con noi a nascondino?

5. Matteo è una forza in aritmetica, ma una cippa in disegno!

6. Gina è più veloce di Giulio nei calcoli di matematica.

7. La riunione di stasera è sui problemi dell’ambiente.

8. Giovanni ha esaurientemente risposto alle domande dell’esaminatore.

9. La mamma ha preparato la tovaglia a quadri per gli ospiti di papà.

10. Il tuo disegno è un vero capolavoro dell’arte moderna!


1. Come se intendesse scusarsi, Daniele abbassò il capo e se ne andò in silenzio.

2. Non ti sei reso conto che avresti potuto migliorare la tua prestazione, se avessi controllato la posizione del portiere prima di eseguire il tiro?

3. La comitiva non trovò alcun posto dove mangiare, quindi decise di acquistare dei panini per organizzare un rapido picnic.

4. Dopo aver letto il giornale, lo zio sperperò la tavola e telefonò al panettiere perché gli mettesse da parte il solito chilo di rosette.

5. Anche se non conosciamo nessuno che lavori bene il legno, possiamo sempre mettere un annuncio in un giornale, sperando che qualcuno ci contatti.

6. Fare acquisti mi è sempre piaciuto, anche se è da un po’ di tempo che non lo faccio…

7. I miei nonni sono andati al mare, ma il tempo non è stato dei migliori, così se ne sono tornati a casa prima del previsto.

8. Su internet hi trovato un sito che tratta di elettrodomestici innovativi, anziché parlare delle solite cavolate!

9. L’automobile da corsa è una poesia futurista un po’ strana, perché è stata scritta seguendo un nuovo insieme di regole poetiche, riassunte nel “Manifesto” di Marinetti.

10. Mettiti subito i guanti: fuori fa molto freddo e rischi che ti si screpolino le dita!


Confronto Canada-Messico

Confronto Canada-Messico


Fonte: clicca qui

Per la biografia di Marinetti clicca qui

Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e fremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti…
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’oli minerali,
avido d’orizzonti, di prede siderali…
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!…
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte…
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù…

Che importa, mio démone bello?
Io sono in tua balìa!…Prendimi!… Prendimi!…
Sulla terra assordata, benché tutta vibri
d’echi loquaci;
sotto il cielo acciecato, benché folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e freschissime…

Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d’abisso,
o Infinito senza fondo che con gioia m’assorbi!…
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l’ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse…

Ora le montegne già stanno per gettare
sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
là, a quel sinistro svolto…
Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle nebbie!…
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali…

O montagne dai freschi mantelli turchini!…
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure!… Io vi sorpasso a galoppo!…
Su questo mio mostro impazzito!…
Stelle! mie stelle! l’udite
il precipitar dei suoi passi?…
Udite voi la sua voce, cui la collera spacca…
la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia…
e il tuonar de’ suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente?…
Accetto la sfida, o mie stelle!…
Più presto!…Ancora più presto!…
E senza posa, né riposo!…
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!


da Wikipedia

Da Le Figaro, 20 febbraio 1909

  1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
  2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
  3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
  5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
  7. Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
  8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.
  9. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
  11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

Filippo Tommaso Marinetti


1. Mario ha affrontato serenamente il problema.

2. Marika ha raggiunto la sua famiglia al mare in autobus.

3. Gianni ha pescato molte trote con la sua nuova canna da pesca.

4. Irene ha acquistato una bellissima maglietta a righe.

5. Il campo da calcio era stato preparato per la partita dal custode.

6. Il computer è uno strumento molto utile.

7. Lucio si è allontanato dal suo migliore amico per una lite a scuola.

8. Valeria è di Venezia.

9. Giulio è andato dalla nonna in bicicletta.

10. Per quattro giorni la squadra si è allenata con la palla medica per lo sviluppo della muscolatura.


1. Se avessero rispettato il codice della strada, la polizia non li avrebbe fermati per multarli.

2. Da quando l’evento è stato celebrato, è stato necessario provvedere allo smaltimento dei numerosi rifiuti rimasti nel luogo dell’incontro.

3. Luigi si comportava come se non gli importasse nulla di ciò che gli stava accadendo.

4. Quasi fosse un pirata dell’aria, Antonio pilotava il suo biplano senza curarsi degli eventuali rischi che, per il suo stile di guida, avrebbe corso.

5. Alice l’altra sera ha mangiato così tanto che stava per scoppiare, ma fortunatamente ad un certo punto si è fermata!

6. Ti ho scritto una lettera affinché tu comprenda meglio la situazione, perché, quando si hanno pochi dati, non è possibile capire pienamente il disagio altrui.

7. Ci siamo sempre chiesti se fosse la cosa giusta da fare, ma ad oggi ancora non conosciamo la risposta!

8. Invece di sbuffare e startene lì con la pancia all’aria, che ne dici di tirarti su le maniche e darti da fare?

9. Ti ho voluto spiegare questo: c’è bisogno del tuo aiuto, ma nessuno ha il coraggio di chiedertelo.

10. Puoi fare tutto ciò che vuoi, fuorché danneggiare le persone che vivono intorno a te.


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