Diegocare's Blog

Una prof… cattivissima?!

Posted on: 28 settembre 2014


Il logo del Blog "Cattivissima Prof"

Il logo del Blog “Cattivissima Prof”

Ad agosto i docenti precari abilitati si ritrovano, non sempre gioiosamente, in qualche istituto scolastico in attesa delle assegnazioni: i primi, più fortunati, possono scegliere scuole vicine, nelle quali magari hanno già insegnato; agli ultimi, meno fortunati, quasi sempre toccano scuole lontane oppure “difficili”, che vengono per tali motivi evitate da chi occupa i posti elevati della graduatoria. Nel vicentino, l’altopiano di Asiago – splendido da un punto di vista turistico – non è molto gettonato come scelta, soprattutto per quei docenti che vi si devono recare dalla pianura, lungo la tortuosa e famosa “strada del costo”, sogno proibito di ogni motociclista che – purtroppo! – nutra nel proprio cuore ambizioni agonistiche… Ma tra i primi e gli ultimi (cioè, tra i più e i meno fortunati docenti), qualche volta, giusto in mezzo, ci sono gli audaci: Margherita, collega insegnante di lettere, qualche anno fa scelse una cattedra annuale a Conco, e subito ebbe il mio rispetto! Anche dopo una vita di scoutismo, non so se avrei accettato col sorriso una tale sfida: l’inverno, in Altopiano, può essere molto rigido! Margherita, invece, raccolse la sfida. Poi, nel tempo, l’ho rivista in altre occasioni, sempre legate alla scuola, ma non avrei mai sospettato che dentro di lei albergasse lo spirito di una mamma-poetessa-scrittrice-blogger-echipiùnehapiùnemetta! Da qualche tempo, infatti, dopo essere passata alla scuola media di Lugo di Vicenza, gestisce, con il gusto per la raffinatezza e una buona dose di autoironia, il suo originale spazio virtuale (cattivissimaprof.wordpress.com), oltre ad essere moglie-mamma e una seria e preparata docente. Abbiamo concordato per scambiarci un’intervista, pertanto… ecco le domande che ho avuto il privilegio di rivolgerle!

1. Mi è piaciuto fin da subito il titolo che hai dato al tuo microcosmo virtuale: “Cattivissima Prof”! Quanto importante è, per te, l’autoironia, nel mondo tangibile – la scuola, per esempio! – come nelle dimensioni informatiche?

Cattivissima Prof: La scelta di aprire un blog nasce da un momento di riflessione personale profonda. Un momento poco sereno che poi, per fortuna, è passato.. cercavo un nome che mi rappresentasse appieno, ma in senso ironico, giocoso ed anche un po’ provocatorio. Una sera sono andata al cinema con mia figlia, davano “ Cattivissimo me”: il protagonista era simpaticissimo, un cattivo dal cuore d’oro. Mia figlia mi dice – mamma, quello lì ti assomiglia!-. Il mio essere Cattivissima prof è un modo per dire che la severità, il rigore, la critica costruttiva non sono pericolose; il buonismo che appiattisce tutto e tutti lo è molto di più…
L’ironia (autoironia prima di tutto) è il mio modo per far passare questo messaggio ed è fondamentale, sia a scuola che sul web.

2. Prima di insegnare, hai lavorato per due anni nel marketing. Due anni non sono pochi: in che modo la dedizione alla poesia e la passione per le letterature hanno inciso nella scelta di diventare un’insegnante?

CP: Ho avuto da sempre una passione totalizzante per la lettura e la letteratura. La direzione, nello studio, è sempre stata quella, dal liceo classico all’università. Ho fatto tutti gli esami possibili di letteratura. L’esperienza nel marketing e in azienda mi hanno insegnato a lavorare  e a confrontarmi col mondo reale, quello che corre e che vuole i risultati e non perdona gli errori. Senza quell’esperienza, non sarei quella che sono. Ma, appena ho potuto, sono rientrata a scuola, dove desideravo essere. Alla prima supplenza, mi facevo un’ora di viaggio all’andata e un’ora al ritorno ma ero felice.. camminavo per i corridoi e pensavo – è esattamente questo il mio posto- e lo penso ancora.

3. A proposito di confronti: ti sei laureata in letterature comparate, pertanto hai la fortuna di osservare “universi paralleli” e di porli in relazione tra di loro. Come utilizzi con i tuoi alunni questo originale sguardo sul mondo?

CP: La scelta di laurearmi in letteratura comparata nasce proprio dalla voglia di alzare lo sguardo, oltre gli autori usuali, cercando un’angolatura diversa, una visione più aperta sul mondo della letteratura, che amo alla follia. In classe cerco di proporre testi nuovi, qualche percorso poco frequentato ma interessante e racconto le vite degli scrittori. Letteratura e vita sono simbiotiche. Devi toccare con mano, uscire, cercare nuovi sguardi, leggere sempre e molto per poi scegliere e proporre, ai ragazzi, una lettura, un film, una canzone. Oltre ai testi, sono importanti i rapporti tra gli scrittori, le corrispondenze, i confronti. Per fare questo, bisogna spulciare e cercare gli angoli nascosti. Un lavoro “ stratopico” come direbbe Geronimo Stilton!

4. In Cattivissima Prof hai inserito la pagina de “Gli imperdonabili”, fornendo una precisa connotazione a questo termine: se dovessi tuttavia rileggerla in prospettiva dantesca, chi sono per te oggi “Gli imperdonabili”? Chi metteresti, cioè, nei gironi infernali?

CP: Gli indifferenti, i presuntuosi, i vuoti e superficiali. L’indifferenza è una cosa che ferisce molto e non la sopporto, è mancanza di attenzione,  è aridità, è mancanza di cura verso le persone. La trovo imperdonabile. Credo che sia una delle cause dell’attuale situazione del nostro paese. Chi è indifferente, è già morto, spesso. Indifferente è chi non risponde alle domande, facendo finta di non sentirle, chi finge di non accorgersi, chi sposta lo sguardo, non risponde ai messaggi, alle provocazioni, agli sos delle persone. Io questo davvero non lo concepisco. Mi irritano i presuntuosi/e che iniziano le frasi con io, perché non ascoltano ma pensano solo a costruirsi un’immagine personale accattivante e poi sono.. di una noia mortale. Le persone vuote e superficiali.. beh.. non hanno nulla dentro, sono vuoti ricettacoli, e, se non c’è l’anima, l’uomo è davvero ben poca cosa. Questo io penso.

5. Ho gradito molto l’immagine delle briciole di pane, spulciando tra le pagine di CP: non solo mi ha fatto tornare immediatamente bambino, ma mi ha anche fatto riflettere sulla necessità di coniugare, possibilmente fondendoli in un’unica entità, ciò che siamo nel lavoro con ciò che siamo al di fuori di esso. Cosa metti della Cattivissima Prof a casa, e cosa utilizzi di Margherita a scuola? 

CP: Armonizzare i ruoli, non è sempre facile ma sono aspetti della personalità, come le  diverse sfumature di una voce: i toni cambiano ma il messaggio di fondo è lo stesso. Io sono una persona mite e gioiosa, di fondo,  ci sono delle cose che mi indignano, delle cose che mi emozionano, delle cose che mi turbano. Sento sempre il dovere morale di attivarmi per aiutare chi è in difficoltà, difendere chi non riesce a farlo da sé  e riportare equità ed equilibrio nelle situazioni che vivo. Per questo, quando mi attivo,  da me, persona mite, anche piuttosto noiosa talvolta, parte una energia dirompente notevole. Chi mi conosce, lo sa. Si può amarla od odiarla, la Cattivissima prof, ma così è.
A casa , l’energia mi serve per affrontare le sfide quotidiane come mamma e compagna di mio marito, per tenere al sicuro la mia famiglia dai pericoli dell’esterno; di Margherita, a scuola c’è soprattutto l’ascolto empatico, la creatività, la passione per le mie materie, la voglia di imparare, di capire, di scoprire.

6. È stato bello immaginare il tuo scaffale dei libri vicino alla finestra: puoi descrivere cos’è per te il momento della lettura e quali consigli dai ai tuoi alunni per rendere speciale questo momento?

CP: La lettura è, per me, davvero un insieme di cose che mi tiene in vita. E’ rifugio in una dimensione privata e bella ma anche modo per confrontarmi col resto del mondo, per entrare nelle vite degli altri, senza disturbare o fare danno. Un modo per imparare. Credo, senza falsa  retorica, che davvero leggere possa essere un aiuto concreto per plasmare carattere e mente. E credo che sia alla base di ogni vera, vasta e significativa formazione personale. Quali che siano le scelte di vita, il mestiere che si fa, il ruolo che si ricopre, se si legge la mente si apre; la possibilità di affrontare il pensiero complesso ti porta a formare la tua mente in modo critico.
Quest’anno sto frequentando un corso di lettura espressiva perché vorrei catturarli, i miei alunni. Spesso il testo scritto rappresenta un ostacolo alla bellezza della lettura.. vuoi per il lessico, vuoi per la comprensione..insomma credo che la lettura e la letteratura facciano un gran bene e vorrei “ vendere”, passami il termine, questa merce al meglio, da un lato; dall’altro vorrei anche donare un momento di pace, serenità e gioia a tutti i miei alunni, anche i meno fortunati.

la-lettrice

Beh, cara Cattivissima Prof: che altro dire? Nel film che ti ha ispirato il nome del tuo microcosmo virtuale qualcuno tentava di impadronirsi della Luna, mentre un giovanotto era riuscito nell’impresa di rubare una piramide: a te io auguro di “rubare” giorno dopo giorno il cuore e la mente dei tuoi fortunati studenti, ben sapendo che in una nave, quando il capitano è un uomo d’onore, anche i suoi marinai col tempo lo diventeranno! Buon lavoro, dunque, e grazie di essere passata per questo modesto cantuccio nell’infinito mondo del web!

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