La tecnica del “ponte”


Memorizzare il lessico specifico può sembrare molto difficile e noioso: questo spesso accade perché ci si affida alla tecnica della ripetizione mentale.

L’errore consiste nel pensare che, ripetendo tante volte un concetto – pronunciandolo dentro la propria mente oppure anche ad alta voce – esso “passi” all’interno della memoria a lungo termine… Invece, per la  maggior parte delle persone, l’informazione rimane nella memoria a breve termine: infatti, dopo qualche giorno, ciò che si è ripetuto a lungo, non c’è più!

La memoria, come è spiegato anche nel video qui sopra, funziona grazie a due meccanismi:

  1. l’immaginazione, che ci permette di “vedere” le informazioni nella nostra mente;
  2. l’associazione, che ci permette di “collegare tra loro” le immagini mentali, per recuperarle quando ne abbiamo bisogno.

Ma non è tutto.

La nostra memoria può funzionare ancora meglio se rispettiamo le sue regole:

a. divertimento;
b. movimento;
c. ingrandimento o esagerazione;
d. immaginare con i 5 sensi.

Mappa di sintesi del funzionamento della memoria

Mappa di sintesi del funzionamento della memoria

Ma la vera “colla” della memoria sono le emozioni!

Detto questo, passiamo al vero argomento di questo post: la tecnica del ponte.

Si tratta di una tecnica di memoria utile per memorizzare parole nuove.

Vediamone il funzionamento.

FASE 1

Per prima cosa è necessario ricavare dal testo tutte le parole che si intende memorizzare, e creare una lista, ponendo le parole una sotto l’altra, sul lato sinistro della pagina, come nella figura inserita qui sotto.

Esempio della fase 1

Esempio della fase 1 – completa

FASE 2

In secondo luogo, bisogna completare la terza colonna della nostra “tabella”, in modo da avere davanti agli occhi – comodamente – anche i significati, cioè la porzione di contenuti che si dovranno scrivere nel foglio della verifica.

 

Esempio della fase 2 - completa

Esempio della fase 2 – completa

Fase 3

Adesso, non resta che completare la colonna centrale, inventando – sulla base del suono dell’espressione presente nella prima colonna – un’immagine simpatica in grado di “fare da ponte” (cioè in grado di collegare), da link tra il termine nuovo-specifico e il suo significato.

Esempio della fase 3 - inizio

Esempio della fase 3 – inizio

PER ESEMPIO

L’espressione “deposito morenico” potrebbe richiamare alla mente, innanzitutto, il deposito di zio Paperone, il protagonista di tante avventure raccolte in “Topolino”; poi, si potrebbero aggiungere moltissime more al suo interno, al posto delle monete sonanti.

Quindi, il deposito di more è la nostra “immagine-ponte”, che ci può condurre al significato proprio.

Ora, è necessario creare un piccolo filmato mentale, che inizia dal deposito pieno di more: su questo scenario, aggiungiamo un bel mucchio di sassolini piccolissimi, per ricordare il concetto “accumulo” (sta per “mucchio”) di “sedimenti” (i sassolini appena citati).

In sintesi: se nella verifica mi viene chiesto di spiegare l’espressione “deposito morenico”:

  1. penso al suono di quest’espressione;
  2. richiamo alla mente l’immagine-ponte che ho inserito nella tabella;
  3. ripenso al film collegato all’immagine ponte, per visualizzare l’immagine finale (quella della terza colonna, per capirci) e, sulla base di quella, scrivere il significato nello spazio a disposizione.

Naturalmente, la tecnica del ponte è una mnemotecnica che richiede un po’ di pratica, pertanto è opportuno utilizzarla spesso, e possibilmente in tutte le materie scolastiche che richiedono di imparare parole nuove!

~ di diegocare su 3 dicembre 2015.

7 Risposte to “La tecnica del “ponte””

  1. Bellissimo video e il programma di lavoro sul benelux , grazie a quello riesco a organizzarmi meglio.Arrivederci,buona Domenica ci vediamo mercoledì.

  2. Arrivedrci

  3. L’ha ribloggato su La mia classe a casa miae ha commentato:
    Ragazzi, condivido questo bel post fatto da un collega di italiano per i suoi alunni, vostri coetanei. Credo possa essere utile davvero a chi è in cerca di una strategia nello studio.
    Magari ne (ri)parliamo in classe. Buona lettura/visione!

  4. Ciao prof Carestiato, sono la vecchia Harpreet di Valdagno, della vecchia 2^M . Si ricorda di me ?
    Il video è stupendo !!!

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